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	<title>Pratiche &#38; C.a.f.</title>
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	<description>Servizi Caf Sesto San Giovanni</description>
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		<title>Fisco, 730 e Unico precompilato. Tutto quello che bisogna sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2014 11:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News Aziende]]></category>

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		<description><![CDATA[L'onda lunga del modello pre-compilato bussa oramai anche alle porte dell'Italia. Una dichiarazione dei redditi a toni e con ruoli inversi. In pratica, il Fisco la compila, la trascrive e dopo aver raccolto i dati e i profili tributari del contribuente la invia, rigorosamente via Internet.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;onda lunga del modello pre-compilato bussa oramai anche alle porte dell&#8217;Italia. Una dichiarazione dei redditi a toni e con ruoli inversi. In pratica, il Fisco la compila, la trascrive e dopo aver raccolto i dati e i profili tributari del contribuente la invia, rigorosamente via Internet. I risparmi che promette questa novità sono stimati a livelli non alti ma stellari. Più complesso invece, quasi oscuro, l&#8217;insieme di criticità e di complessità procedurali da seguire, o da inseguire, per raggiungere un livello accettabile d&#8217;invio e di ricezione finalmente emissario di risparmi significativi. Ma vediamo nel dettaglio.</p>
<p><b>Le possibili modalità<br />
</b>Pre-filled o pre-compilled. O ancora, l&#8217;ultima, pre-populated. La varianza nei nomi sotto i quali si identifica l&#8217;inserimento di procedure per l&#8217;invio, e il trattamento, di dichiarazioni dei redditi pre-compilate è sufficientemente indicativo d&#8217;un fenomeno in crescita, ma non da ora. Si tratta, infatti, di un obiettivo che ha anticipato l&#8217;avvento di Internet. Piuttosto, la chance di coinvolgere successivamente la Rete, il Web e le diverse strumentazioni che queste piattaforme offrono ha semplicemente rilanciato un progetto che un lungo elenco di amministrazioni finanziarie, ultima arrivata l&#8217;agenzia delle Entrate sudafricana, avevano , nel corso degli anni, quasi abbandonato. Infatti, mentre per gli esperti, in generale, introdurre una rivoluzione come quella che sarebbe indotta dall&#8217;invio di dichiarazioni dei redditi individuali già predefinite, dove al contribuente è richiesto in via esclusiva di accettare i testi e i modelli trascritti o, al massimo, di apportare alcune modifiche marginali, ebbene un cambiamento del genere equivarrebbe ad uno scambio di ruoli tra contribuente e Amministrazione finanziaria. In pratica, quest&#8217;ultima compilerebbe e trasmetterebbe la dichiarazione al contribuente, chiamato a interpretare il ruolo di controllore e di verificatore di se stesso.</p>
<p>Una rivoluzione nient&#8217;affatto marginale. E l&#8217;esempio della Danimarca, come sottolineato più volte nell&#8217;ultimo rapporto diffuso in materia dall&#8217;Ocse, è d&#8217;aiuto per comprendere il senso di questa trasformazione sia nella pienezza degli sforzi richiesti alle Amministrazioni sia in riferimento ai termini numerici d&#8217;un possibile guadagno, e in alcuni casi persino d&#8217;una eventuale perdita sul versante dei costi.</p>
<p><b>I fattori necessari</b><br />
Al di là dei risparmi, o delle eventuali maggiori spese, la realizzazione d&#8217;un progetto con al centro la dichiarazione dei redditi pre-compilata richiede la compresenza di diversi fattori. La disponibilità, da parte dell&#8217;amministrazione delle strumentazioni automatizzate e di Rete necessarie per il trattamento degli invii e dei rapporti. A seguire, un sistema fiscale che non ammetta il superamento d&#8217;una determinata soglia minima nell&#8217;elenco, solitamente lungo, di deduzioni, detrazioni, esenzioni, agevolazioni e misure speciali da cui i contribuenti possono attingere. In pratica, lo sfoltimento delle voci che generalmente incidono sul fenomeno dell&#8217;erosione fiscale deve essere innestato prioritariamente. Altrimenti si rischia il caso francese o statunitense. Anche questi Paesi, infatti, hanno puntato sulla strategia pre-compilata. Entrambi però han dovuto desistere di fronte all&#8217;infinità di norme fiscali premianti che rendevano, e rendono tutt&#8217;ora, la pre-compilazione non ardua ma impossibile.</p>
<p>Centrale è anche la disponibilità d&#8217;una ampia rete di intermediari e di banche dati interagenti con le amministrazioni finanziarie. Questa connessione è decisiva nel trasferimento dei dati, rapidamente, consentendo agli operatori di inserirli sulle dichiarazioni da trasmettere. Si tratta di un flusso continuo di numeri e di elenchi che coinvolge banche, assicurazioni e svariati enti pubblici. In pratica, il Fisco diviene una sorta di centrale permanente di recezione dati. Naturalmente, questo comporta anche una normativa che consenta la disponibilità, l&#8217;utilizzo e la trasmissione di questi dati che, spesso, possono esser considerati riservati.</p>
<p><b>I passi avanti sulla telematica<br />
</b>Al dunque, l&#8217;Italia, quindi l&#8217;agenzia delle Entrate, è ritenuta oggi essere tra i candidati più vicini ad aprire il confronto con il precompilato. Di fatto, come da analisi e studi dell&#8217;Ocse, è un ulteriore riconoscimento dei passi avanti realizzati dall&#8217;Amministrazione sul terreno del telematico, dell&#8217;informatica e dei servizi online destinati a decine di milioni di contribuenti, il 100 per cento. Per comprendere quanto questo costituisca un valore largamente riconosciuto oltreconfine, meno in patria, negli Usa, o nel Regno Unito, i contribuenti che ad oggi possono trasmettere la rispettive dichiarazione in via telematica, utilizzando i canali gestiti dal Fisco, non oltrepassano la soglia dell&#8217;80 per cento. E questo nonostante i due Paesi abbiano investito nel corso del decennio passato diversi miliardi di euro sull&#8217;autostrada telematica. E per finire, le Entrate italiane vantano anche una significativa esperienza sia nella gestione sia nell&#8217;integrazione tecnico-normativa in materia di banche dati. Insomma, tradotto «competenza».</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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		<title>Tasse e multe non pagate, come chiudere i conti con Equitalia/Le multe stradali</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2014 13:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si possono rottamare le cartelle con uno sconto sugli interessi ma bisogna fare attenzione a tutti i requisiti previsti dalla norma contenuta nell'ultima legge di stabilità.
Senza dimenticare che va pagato tutto in un'unica soluzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Si possono rottamare le cartelle con uno sconto sugli interessi ma bisogna fare attenzione a tutti i requisiti previsti dalla norma contenuta nell&#8217;ultima legge di stabilità. Senza dimenticare che va pagato tutto in un&#8217;unica soluzione</h4>
<p>Per comprendere se è possibile aderire alla mini-sanatoria prorogata al 31 maggio in base alla propria posizione debitoria, i contribuenti interessati devono visionare (con la consultazione online o recandosi direttamente agli sportelli dell&#8217;agente della riscossione) il proprio estratto di ruolo ossia gli importi iscritti a ruolo e e somme derivanti da avvisi di accertamento esecutivi affidati a Equitalia per la riscossione entro il 31 ottobre 2013.</p>
<p>Alla luce della posizione debitoria, i contribuenti devono individuare gli atti per cui è possibile aderire alla mini-sanatoria. Si possono definire in modo agevolato, infatti, solo i carichi inclusi nei ruoli consegnati agli agenti della riscossione fino al 31 ottobre 2013, compresi gli accertamenti esecutivi, emessi da uffici statali, agenzie fiscali, Regioni, Province e Comuni. In caso di dubbi, è sempre opportuno chiedere chiarimenti all&#8217;agente della riscossione.</p>
<p>Anche le entrate non erariali come il bollo dell&#8217;auto e le multe per violazione al codice della strada elevate da Comuni e Prefetture possono essere oggetto di definizione agevolata. Tuttavia, il beneficio è limitato soltanto al risparmio degli interessi di mora e non anche alle altre maggiorazioni conseguenti all&#8217;irrogazione delle sanzioni amministrative a seguito di tali violazioni.</p>
<p>Non è invece possibile definire in modo agevolato i ruoli emessi da istituti previdenziali e assistenziali, come Inps e Inail, relativi a contributi previdenziali e premi assicurativi dovuti e non pagati. Pertanto, in caso di avvisi di addebito emessi dall&#8217;Inps o di cartelle di pagamento relative a premi assicurativi non versati all&#8217;Inail, il contribuente potrà chiedere comunque la dilazione dell&#8217;importo dovuto, comprensivo di interessi di mora e di iscrizione a ruolo.</p>
<p>La sanatoria scade il 31 maggio. La scadenza iniziale fissata al 28 febbraio dalla legge di stabilità era già stata prorogata una volta al 31 marzo. Con la nuova proroga al 31 maggio, la sospensione della riscossione dei debiti interessati dalla definizione agevolata slitta dal 15 aprile al 15 giugno 2014.</p>
<p>Nel calcolo delle somme dovute per aderire alla sanatoria, i contribuenti devono individuare gli importi (anche residui) ancora dovuti – tra cui figurano, per esempio, imposte, sanzioni e aggio della riscossione – in base alla cartella di pagamento e/o all&#8217;avviso di accertamento esecutivo che si vuole rottamare e sottrarre la componente attribuibile a interessi di mora e da ritardata iscrizione a ruolo.</p>
<p>I soggetti interessati devono effettuare il pagamento delle somme dovute in un&#8217;unica soluzione, senza chance di rateazione, entro il 31 maggio direttamente presso l&#8217;agente della riscossione. Occorrerà prestare attenzione per far imputare correttamente il pagamento delle somme ai carichi da rottamare. È possibile effettuare il versamento in tutti gli sportelli di Equitalia, negli uffici postali tramite bollettino F35, indicando tassativamente nel campo «Eseguito da» la dicitura «Definizione Ruoli &#8211; L.S. 2014». Equitalia consiglia di utilizzare un bollettino F35, completo di codice fiscale, per ognuna delle cartelle/avvisi che si vuole pagare in forma agevolata.</p>
<p>Dopo il pagamento entro il 31 maggio, i contribuenti che hanno aderito alla mini-sanatoria dovranno attendere l&#8217;invio, da parte dell&#8217;agente della riscossione, di una comunicazione di avvenuta estinzione del proprio debito entro il prossimo 31 ottobre. Tale comunicazione sarà spedita con posta ordinaria e attesterà il buon esito della procedura eseguita e, dunque, il discarico delle somme.</p>
<p>[FONTE:Il sole 24ore]</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Redditometro, arrivano le prime lettere del Fisco per i controlli sul 2009</title>
		<link>https://www.pratichecaf.it/redditometro-arrivano-le-prime-lettere-del-fisco-per-i-controlli-sul-2009/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2014 09:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News Fiscali]]></category>

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		<description><![CDATA[I primi controlli con il nuovo redditometro sono scattati. I contribuenti selezionati stanno già ricevendo in questi giorni le lettere con cui saranno chiamati a fornire chiarimenti sulla propria situazione reddituale. Il rischio evasione fiscale scatta quando le spese ricostruite dal Fisco superano del 20% i redditi che sono stati dichiarati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I primi controlli con il nuovo redditometro sono scattati. I contribuenti selezionati stanno già ricevendo in questi giorni le lettere con cui saranno chiamati a fornire chiarimenti sulla propria situazione reddituale. Il rischio evasione fiscale scatta quando le spese ricostruite dal Fisco superano del 20% i redditi che sono stati dichiarati.</p>
<p>Si parte dai controlli sull&#8217;anno d&#8217;imposta 2009 (per intenderci i redditi dichiarati in Unico 2010). Sono state programmate 20mila verifiche e quindi molto verosimilmente saranno raggiunti dalle lettere i contribuenti con scostamenti molto rilevanti tra tenore di vita e redditi denunciati al Fisco.</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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		<title>A giugno acconto fai-da-te per la Tasi. I bollettini precompilati dai comuni non arriveranno</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2014 10:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News Fiscali]]></category>

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		<description><![CDATA[La legge di stabilità, che ha introdotto l'«imposta unica comunale» affiancando il tributo sui servizi Tasi all'Imu e all'ennesima versione della tassa rifiuti (che ora si chiama Tari), aveva promesso l'invio di bollettini precompilati con gli importi da pagare, per evitare ai contribuenti di dover affrontare da soli i conti della nuova imposta una e trina. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La legge di stabilità, che ha introdotto l&#8217;«imposta unica comunale» affiancando il tributo sui servizi Tasi all&#8217;Imu e all&#8217;ennesima versione della tassa rifiuti (che ora si chiama Tari), aveva promesso l&#8217;invio di bollettini precompilati con gli importi da pagare, per evitare ai contribuenti di dover affrontare da soli i conti della nuova imposta una e trina. A febbraio la promessa aveva cominciato a vacillare, perché il ministero dell&#8217;Economia aveva preparato una bozza di decreto in cui si spiegava che la precompilazione sarebbe stata un&#8217;opzione per i Comuni, e non un obbligo, ma poi non se n&#8217;è fatto nulla. Il tempo però è passato, e ora una certezza c&#8217;è: anche trovando il modo di superare i tanti problemi attuativi, a poco più di un mese dagli acconti del 16 giugno è impossibile chiedere ai Comuni di preparare e inviare a tutti i contribuenti i modelli con le somme da pagare. L&#8217;acconto, insomma, sarà «fai da te», e molti elementi lasciano prevedere che lo stesso accadrà al saldo di dicembre.</p>
<p>La prova, per milioni di contribuenti, non sarà facile, anche perché le regole sulla Tasi, il tributo sui «servizi indivisibili» (illuminazione, manutenzione delle strade, sicurezza e così via) che costituisce l&#8217;aspetto più inedito della Iuc, stanno continuando a cambiare, e la maggioranza dei Comuni è ancora lontana dalle decisioni finali sulle aliquote. Per questa ragione, la legge di conversione del «salva-Roma» ter ha scritto una norma ponte, che fissa la data-chiave al prossimo 31 maggio (in realtà è il 3 giugno, cioè il primo giorno feriale dopo la fine di maggio): gli acconti, in programma il 16 giugno, si pagheranno sulla base delle aliquote decise dal Comune solo negli enti che pubblicheranno le aliquote entro la data-chiave, dopo averle approvate entro il 23 maggio. Negli altri, che probabilmente saranno l&#8217;ampia maggioranza, i proprietari di sola abitazione principale saranno esentati dalla prima rata, e pagheranno tutto a dicembre: chi possiede altri immobili, invece, dovrà pagare l&#8217;Imu in base alle aliquote 2013, e la Tasi allo 0,5 per mille, cioè la metà del parametro standard dell&#8217;1 per mille per commmisurarla aun possesso di sei mesi. Una regola apparentemente piana, copiata dai meccanismi dell&#8217;Imu al debutto, che nel mondo della Iuc crea però parecchi problemi.</p>
<p>In 1.200 Comuni, dove abita il 43,2% degli italiani, le aliquote Imu hanno già superato il 10 per mille, e spesso hanno raggiunto il massimo del 10,6 per mille: in questi casi la Tasi può essere applicata solo se il consiglio sceglie l&#8217;aliquota aggiuntiva necessaria a introdurre le detrazioni. Tanti di questi Comuni, però, come mostrano anche alcune delibere avviate nelle scorse settimane, decideranno di non introdurla, oppure di applicarla alle abitazioni principali, di fatto esentando dalla Tasi la maggioranza di seconde case, negozi e capannoni sul loro territorio. Se la delibera arriverà dopo maggio, però, i proprietari saranno comunque chiamati all&#8217;acconto &#8220;standard&#8221; dello 0,5 per mille, e poi dovranno chiedere la restituzione di questo anticipo. Anche dove l&#8217;aliquota aggiuntiva sarà applicata, comunque, qualcosa non quadra se l&#8217;Imu ha già raggiunto il massimo l&#8217;anno scorso. La somma di Imu e Tasi non può infatti superare l&#8217;11,4 per mille, ma di fatto in questi Comuni l&#8217;acconto sarà misurato su un&#8217;aliquota teorica dell&#8217;11,6 per mille (Imu 2013 più 1 per mille standard della Tasi): un po&#8217; troppo.</p>
<p>Resta un mistero, poi, come si devono comportare i proprietari dei circa 3 milioni di abitazioni date in affitto: gli inquilini devono pagare una quota che oscilla dal 10 al 30% della Tasi, e che deve essere scelta dal Comune. Un parametro standard non c&#8217;è, ed è quindi impossibile &#8220;indovinare&#8221; che cosa dovranno pagare gli inquilini nei Comuni che decideranno dopo maggio. L&#8217;elenco delle incognite, insomma, è lungo, e può essere ancora arricchito dal decreto «casa-Expo» che sta faticosamente procedendo in Senato con nuove regole su canoni concordati.</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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		<title>Affitti, tra proprietari e inquilini nuova ripartizione di spese</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2014 11:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprietari e inquilini, rapporti senza scossoni. O almeno ci si prova. In pieno fermento dopo l'abrogazione della norma anti-nero (si veda l'articolo a fianco), il mondo delle locazioni trova un momento di confronto costruttivo con la nuova tabella di ripartizione spese tra locatore e conduttore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Proprietari e inquilini, rapporti senza scossoni. O almeno ci si prova. In pieno fermento dopo l&#8217;abrogazione della norma anti-nero (si veda l&#8217;articolo a fianco), il mondo delle locazioni trova un momento di confronto costruttivo con la nuova tabella di ripartizione spese tra locatore e conduttore, siglata ieri tra Confedilizia e tre sindacati dell&#8217;inquilinato: Sicet, Sunia e Uniat.</p>
<p>La nuova tabella di fatto recepisce le novità normative e tecnologiche come il cablaggio dei condomini, i sistemi di videosorveglianza e l&#8217;installazione di antenne satellitari. Per utilizzarla basta richiamarla espressamente nel contratto di locazione, citando il numero di registrazione (si veda la scheda qui a fianco).<br />
Esiste un problema minore, che è relativo alla tabella di cui all&#8217;allegato G al Dm del 30 dicembre 2002: questa era di fatto quasi identica a quella, sempre sottoscritta da Confedilizia e sindacati inquilini, nel 1999. Ma ora si tratterebbe di aggiornare anche quella contenuta nel decreto ministeriale, utilizzata nella grande maggioranza dei rapporti di locazione, che potrebbe essere rinnovata con un intervento normativo del ministero dello Sviluppo.<br />
«Questo strumento dà soluzione &#8211; spiega il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani &#8211; a una miriade di problematiche di rapporto tra inquilini e proprietari e negli ultimi anni ha ricevuto molti apprezzamenti fino ad essere stata inserita dal ministero dei lavori pubblici come riferimento per gli accordi di affitti agevolati».<br />
Soddisfatti anche i sindacati: l&#8217;accordo «permetterà di ridurre i contenziosi &#8211; ha spiegato il segretario di Uniat, Augusto Pascussi &#8211; e rappresenta un modello di democrazia reale che riguarda decine di milioni di persone visto che secondo l&#8217;Istat in Italia ci sono circa 4,5 milioni di contratti di affitto».<br />
Sforza Fogliani ha spiegato poi che alcune voci sono rimaste in sospeso perché ci sono realtà locali differenti e «una specifica norma di chiusura rinvia, per le voci non previste, alle norme di legge e agli usi locali».<br />
A giudizio di Daniele Barbieri, segretario generale del Sunia, «nella particolare fase economica, di notevole difficoltà per le famiglie, che si traduce in notevoli sofferenze anche nei pagamenti delle spese condominiali, serve una rinnovata attenzione, anche alla luce della riforma del condominio, alla trasparenza e alla regolare rendicontazione da parte degli inquilini e riveste notevole importanza la partecipazione all&#8217;assemblea condominiale degli inquilini sui servizi a loro attribuiti».<br />
Per Guido Piran, segretario generale del Sicet, «l&#8217;accordo raggiunto è importante per la possibile e auspicata riduzione del contenzioso tra inquilini e proprietari e potrà inoltre contribuire a un virtuoso e sistematico contenimento dei costi e dei consumi condominiali».</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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		<title>Dl casa: stop Commissione Bilancio a sgravio affitto per inquilini a basso reddito, congelato bonus mobili</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2014 10:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Stop della commissione Bilancio del Senato all'emendamento Sel al decreto legge casa, approvato ieri sera in commissione Ambiente e Lavori pubblici, che prevede sgravi per gli affitti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stop della commissione Bilancio del Senato all&#8217;emendamento Sel al decreto legge casa, approvato ieri sera in commissione Ambiente e Lavori pubblici, che prevede sgravi per gli affitti. «La misura è stata bocciata &#8211; ha riferito il relatore Stefano Esposito (Pd) &#8211; perché comporta maggiori oneri».Il bonus mobili è stato congelato in attesa della relazione tecnica del governo.</p>
<p><b>Tutti i dubbi della Commissione Bilancio</b><br />
Sono vari però gli emendamenti approvati al Dl casa dalle commissioni Lavori Pubblici e Ambiente del Senato sulle cui coperture la commissione Bilancio pensa sia necessario un approfondimento. Fra questi, l&#8217;abbattimento al 4 per mille dell&#8217;Imu sugli affitti calmierati coperto dai fondi per le detrazioni dei Comuni anti-Tasi; la sanatoria per chi ha fatto riemergere affitti in nero; l&#8217;estensione della cedolare secca al 10% estesa ai Comuni coperti da calamità naturali.</p>
<p><b>I paletti della Commissione Bilancio</b><br />
Intanto nel pomeriggio la commissione Bilancio di Palazzo Madama ha espresso il parere sugli emendamenti approvati ieri sera dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente. La misura che prevede la possibilità di detrarre le spese per acquisto di mobili anche al di sopra delle spese sostenute per le ristrutturazioni é in stand by, in quanto, secondo la Commissione Bilancio, comporta «maggiori oneri». È stato pertanto deciso di sospendere il parere in attesa della relazione tecnica del Governo.</p>
<p><b>Il passaggio in commissione<br />
</b>Il provvedimento è approdato in Aula dopo che nella serata di ieri le commissioni Lavori pubblici e Ambiente hanno concluso l&#8217;esame degli emendamenti. Tra le misure che hanno ottenuto il via libera, le detrazioni per gli inquilini a basso reddito che pagano per la casa di abitazione un affitto annuo che supera del 14% il reddito imponibile (la misura è stata poi stoppata dalla commissione Bilancio), la cedolare secca al 10% per canoni concordati estesa anche anche ai comuni &#8220;vittime&#8221; di calamità naturali, il no all&#8217;allaccio di gas, luce e acqua per chi occupa abusivamente le case. Ecco più nel dettaglio le misure approvate dalle Commissioni.</p>
<p><b>Norma antiabusivi</b><br />
Passa un emendamento Pd che vieta di allacciare acqua, gas e luce a chi occupa abusivamente una casa. I fornitori dovranno verificare i titoli dei richiedenti prima di garantire i servizi. In più chi occupa viene cancellato per 5 anni dalle liste per l&#8217;assegnazione delle case popolari.</p>
<p><b>Affitti e morosità</b><br />
Si incrementano gli stanziamenti al Fondo nazionale per il sostegno all&#8217;accesso alle abitazioni in locazione ed al Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli.</p>
<p><b>Dal 2015 aumenta accise sui carburanti</b><br />
Aumenta l&#8217;accise sui carburanti dal 2015 a parziale copertura della misura sugli Iacp che potranno così beneficiare del bonus per recupero, razionalizzazione, efficientamento e messa a norma degli immobili posseduti.</p>
<p><b>Prorogati i benefici per gli inquilini che denunciano il nero </b><br />
Gli inquilini che hanno denunciato di pagare in nero l&#8217;affitto potranno dormire sonni tranquilli fino al 31 dicembre 2015. Nonostante la sentenza della Consulta che vanificava gli effetti della legge che li aveva spinti alla denuncia, con il decreto Casa vengono fatti salvi i diritti acquisiti (di pagare meno e restare nell&#8217;abitazione) fino alla fine del 2015.</p>
<p><b>Imu 4&#215;1000 per contratti agevolati</b><br />
Per il 2014 si riduce al 4 per mille l&#8217;aliquota Imu per gli immobili affittati a canone concordato e per quelli che risiedono nei Comuni con emergenza abitativa.</p>
<p><b>Cedolare secca al 10% per canoni concordati</b><br />
Potrà usufruire della cedolare secca scontata al 10% per i canoni concordati anche chi ha un contratto di locazione stipulato nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi 5 anni, lo stato di calamità.</p>
<p><b>Bonus arredi svincolato da importo spese ristrutturazione</b><br />
Si svincola il bonus di 10mila euro per l&#8217;acquisto di mobili dalla cifra che si spende per ristrutturare casa. La misura, approvata dalle Commissioni nella serata di ieri, è stato congelato dalla commissione Bilancio del Senato in attesa della relazione tecnica del governo.</p>
<p><b>Censimento patrimonio pubblico</b><br />
Grazie a un emendamento M5S si dovrà fare il censimento di tutti gli immobili pubblici e si costituirà una Banca dati nazionale del patrimonio immobiliare pubblico consultabile online.</p>
<p><b>No imposta registro se si decide di ridurre canone</b><br />
Se inquilino e proprietario si mettono d&#8217;accordo per ridurre il canone d&#8217;affitto, l&#8217;imposta di registro per l&#8217;iscrizione all&#8217;agenzia delle entrate non si dovrà pagare.</p>
<p><b>All&#8217;Expo 25 milioni</b><br />
Stanziati 25 milioni per il comune di Milano che deve organizzare Expo2015. Deroga alla spending review per consentire di utilizzare al meglio il personale in<br />
vista dell&#8217;evento.</p>
<p><b>Vendita appartamenti Iacp solo a inquilini </b><br />
Si potranno vendere appartamenti Iacp solo agli inquilini, ma le risorse<br />
dovranno essere destinate solo ad aumentare il patrimonio abitativo.</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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		<title>La prima casa torna nel mirino di Equitalia. Sì all&#8217;espropriazione, ma solo per il passato</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 11:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News Fiscali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il divieto di «attaccare» l'abitazione principale in caso di cartelle non pagate vale soltanto per le azioni avviate dopo il 22 giugno 2013. A precisarlo è stato il Mef]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Il divieto di «attaccare» l&#8217;abitazione principale in caso di cartelle non pagate vale soltanto per le azioni avviate dopo il 22 giugno 2013. A precisarlo è stato il Mef.</h4>
<p>Equitalia può procedere alle espropriazioni se queste sono state avviate fino al 22 giugno dello scorso anno, data di entrata in vigore del decreto del fare (Dl 69/2013). A precisarlo è la risposta del ministero dell&#8217;Economia fornita nel question time in commissione Finanze alla Camera. In pratica un pignoramento di una prima casa effettuato, per esempio, il 21 giugno 2013 non sarebbe «protetto» dall&#8217;espropriazione mentre un pignoramento effettuato appena un giorno dopo lo sarebbe.</p>
<p>Lo stop a Equitalia a partire dal 22 giugno 2013 vale solo se l&#8217;immobile è l&#8217;unico di proprietà del debitore a condizione che sia adibito ad uso abitativo e vi risieda anagraficamente e non si tratti di abitazioni di lusso e di quelli classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9 (villini e ville). Per quanto riguarda gli immobili che, invece, non sono prima casa, l&#8217;agente della riscossione non può procedere se il debito da riscuotere non supera i 120mila euro e se non è stata prima iscritta ipoteca o non sono passati almeno sei mesi dall&#8217;iscrizione senza che l&#8217;importo dovuto non sia stato effettivamente pagato.</p>
<p>Equitalia aveva emanato una direttiva il 1° luglio 2013 per spiegare come avrebbe applicato le nuove misure. E sul punto ha spiegato che avrebbe chiesto agli «organi istituzionali» chiarimenti sull&#8217;applicazione al passato delle nuove disposizioni e che, in attesa di risposta, avrebbe sospeso le espropriazioni immobiliari in corso. Ora, però, la risposta al question time (targata Mef ma fornita da Equitalia) precisa che non c&#8217;è nessuna previsione espressa per cui le nuove norme più favorevoli al contribuente si applichino anche per il passato.</p>
<p>Secondo la risposta al question time , il decreto del fare non ha introdotto un divieto generalizzato di promuovere l&#8217;azione esecutiva sull&#8217;unica casa di proprietà e in cui il debitore risiede anagraficamente. Il divieto riguarda esclusivamente «l&#8217;agente della riscossione lasciando, tra l&#8217;altro, a quest&#8217;ultimo la facoltà di intervenire sempre e comunque nell&#8217;azione esecutiva promossa da un altro creditore». Quindi se, sempre a titolo di esempio, a muoversi fosse una banca per la rata del mutuo non pagata, qualora il diretto interessato avesse anche debiti tributari Equitalia potrebbe &#8220;inserirsi&#8221;.</p>
<p>Resta possibile ancora aderire alla sanatoria delle cartelle o degli avvisi di accertamento esecutivi notificati entro il 31 ottobre 2013. È operativa la <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-01-23/equitaliala-verifica-debito-195343.shtml?uuid=ABuIkpr&amp;amp;nmll=2707#navigation">proroga della rottamazione dei ruoli</a> fino al prossimo 31 maggio inserita nel Dl salva-Roma ter. Cambiano le date (la riscossione resterà sospesa fino al 15 giugno 2014 e la conferma di estinzione del debito arriverà entro il 31 ottobre 2014) ma regole e procedura restano esattamente le stesse.</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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