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	<title>Pratiche &#38; C.a.f. &#187; News Fiscali</title>
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		<title>Redditometro, arrivano le prime lettere del Fisco per i controlli sul 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2014 09:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News Fiscali]]></category>

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		<description><![CDATA[I primi controlli con il nuovo redditometro sono scattati. I contribuenti selezionati stanno già ricevendo in questi giorni le lettere con cui saranno chiamati a fornire chiarimenti sulla propria situazione reddituale. Il rischio evasione fiscale scatta quando le spese ricostruite dal Fisco superano del 20% i redditi che sono stati dichiarati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I primi controlli con il nuovo redditometro sono scattati. I contribuenti selezionati stanno già ricevendo in questi giorni le lettere con cui saranno chiamati a fornire chiarimenti sulla propria situazione reddituale. Il rischio evasione fiscale scatta quando le spese ricostruite dal Fisco superano del 20% i redditi che sono stati dichiarati.</p>
<p>Si parte dai controlli sull&#8217;anno d&#8217;imposta 2009 (per intenderci i redditi dichiarati in Unico 2010). Sono state programmate 20mila verifiche e quindi molto verosimilmente saranno raggiunti dalle lettere i contribuenti con scostamenti molto rilevanti tra tenore di vita e redditi denunciati al Fisco.</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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		<title>A giugno acconto fai-da-te per la Tasi. I bollettini precompilati dai comuni non arriveranno</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2014 10:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News Fiscali]]></category>

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		<description><![CDATA[La legge di stabilità, che ha introdotto l'«imposta unica comunale» affiancando il tributo sui servizi Tasi all'Imu e all'ennesima versione della tassa rifiuti (che ora si chiama Tari), aveva promesso l'invio di bollettini precompilati con gli importi da pagare, per evitare ai contribuenti di dover affrontare da soli i conti della nuova imposta una e trina. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La legge di stabilità, che ha introdotto l&#8217;«imposta unica comunale» affiancando il tributo sui servizi Tasi all&#8217;Imu e all&#8217;ennesima versione della tassa rifiuti (che ora si chiama Tari), aveva promesso l&#8217;invio di bollettini precompilati con gli importi da pagare, per evitare ai contribuenti di dover affrontare da soli i conti della nuova imposta una e trina. A febbraio la promessa aveva cominciato a vacillare, perché il ministero dell&#8217;Economia aveva preparato una bozza di decreto in cui si spiegava che la precompilazione sarebbe stata un&#8217;opzione per i Comuni, e non un obbligo, ma poi non se n&#8217;è fatto nulla. Il tempo però è passato, e ora una certezza c&#8217;è: anche trovando il modo di superare i tanti problemi attuativi, a poco più di un mese dagli acconti del 16 giugno è impossibile chiedere ai Comuni di preparare e inviare a tutti i contribuenti i modelli con le somme da pagare. L&#8217;acconto, insomma, sarà «fai da te», e molti elementi lasciano prevedere che lo stesso accadrà al saldo di dicembre.</p>
<p>La prova, per milioni di contribuenti, non sarà facile, anche perché le regole sulla Tasi, il tributo sui «servizi indivisibili» (illuminazione, manutenzione delle strade, sicurezza e così via) che costituisce l&#8217;aspetto più inedito della Iuc, stanno continuando a cambiare, e la maggioranza dei Comuni è ancora lontana dalle decisioni finali sulle aliquote. Per questa ragione, la legge di conversione del «salva-Roma» ter ha scritto una norma ponte, che fissa la data-chiave al prossimo 31 maggio (in realtà è il 3 giugno, cioè il primo giorno feriale dopo la fine di maggio): gli acconti, in programma il 16 giugno, si pagheranno sulla base delle aliquote decise dal Comune solo negli enti che pubblicheranno le aliquote entro la data-chiave, dopo averle approvate entro il 23 maggio. Negli altri, che probabilmente saranno l&#8217;ampia maggioranza, i proprietari di sola abitazione principale saranno esentati dalla prima rata, e pagheranno tutto a dicembre: chi possiede altri immobili, invece, dovrà pagare l&#8217;Imu in base alle aliquote 2013, e la Tasi allo 0,5 per mille, cioè la metà del parametro standard dell&#8217;1 per mille per commmisurarla aun possesso di sei mesi. Una regola apparentemente piana, copiata dai meccanismi dell&#8217;Imu al debutto, che nel mondo della Iuc crea però parecchi problemi.</p>
<p>In 1.200 Comuni, dove abita il 43,2% degli italiani, le aliquote Imu hanno già superato il 10 per mille, e spesso hanno raggiunto il massimo del 10,6 per mille: in questi casi la Tasi può essere applicata solo se il consiglio sceglie l&#8217;aliquota aggiuntiva necessaria a introdurre le detrazioni. Tanti di questi Comuni, però, come mostrano anche alcune delibere avviate nelle scorse settimane, decideranno di non introdurla, oppure di applicarla alle abitazioni principali, di fatto esentando dalla Tasi la maggioranza di seconde case, negozi e capannoni sul loro territorio. Se la delibera arriverà dopo maggio, però, i proprietari saranno comunque chiamati all&#8217;acconto &#8220;standard&#8221; dello 0,5 per mille, e poi dovranno chiedere la restituzione di questo anticipo. Anche dove l&#8217;aliquota aggiuntiva sarà applicata, comunque, qualcosa non quadra se l&#8217;Imu ha già raggiunto il massimo l&#8217;anno scorso. La somma di Imu e Tasi non può infatti superare l&#8217;11,4 per mille, ma di fatto in questi Comuni l&#8217;acconto sarà misurato su un&#8217;aliquota teorica dell&#8217;11,6 per mille (Imu 2013 più 1 per mille standard della Tasi): un po&#8217; troppo.</p>
<p>Resta un mistero, poi, come si devono comportare i proprietari dei circa 3 milioni di abitazioni date in affitto: gli inquilini devono pagare una quota che oscilla dal 10 al 30% della Tasi, e che deve essere scelta dal Comune. Un parametro standard non c&#8217;è, ed è quindi impossibile &#8220;indovinare&#8221; che cosa dovranno pagare gli inquilini nei Comuni che decideranno dopo maggio. L&#8217;elenco delle incognite, insomma, è lungo, e può essere ancora arricchito dal decreto «casa-Expo» che sta faticosamente procedendo in Senato con nuove regole su canoni concordati.</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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		<title>La prima casa torna nel mirino di Equitalia. Sì all&#8217;espropriazione, ma solo per il passato</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 11:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News Fiscali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il divieto di «attaccare» l'abitazione principale in caso di cartelle non pagate vale soltanto per le azioni avviate dopo il 22 giugno 2013. A precisarlo è stato il Mef]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Il divieto di «attaccare» l&#8217;abitazione principale in caso di cartelle non pagate vale soltanto per le azioni avviate dopo il 22 giugno 2013. A precisarlo è stato il Mef.</h4>
<p>Equitalia può procedere alle espropriazioni se queste sono state avviate fino al 22 giugno dello scorso anno, data di entrata in vigore del decreto del fare (Dl 69/2013). A precisarlo è la risposta del ministero dell&#8217;Economia fornita nel question time in commissione Finanze alla Camera. In pratica un pignoramento di una prima casa effettuato, per esempio, il 21 giugno 2013 non sarebbe «protetto» dall&#8217;espropriazione mentre un pignoramento effettuato appena un giorno dopo lo sarebbe.</p>
<p>Lo stop a Equitalia a partire dal 22 giugno 2013 vale solo se l&#8217;immobile è l&#8217;unico di proprietà del debitore a condizione che sia adibito ad uso abitativo e vi risieda anagraficamente e non si tratti di abitazioni di lusso e di quelli classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9 (villini e ville). Per quanto riguarda gli immobili che, invece, non sono prima casa, l&#8217;agente della riscossione non può procedere se il debito da riscuotere non supera i 120mila euro e se non è stata prima iscritta ipoteca o non sono passati almeno sei mesi dall&#8217;iscrizione senza che l&#8217;importo dovuto non sia stato effettivamente pagato.</p>
<p>Equitalia aveva emanato una direttiva il 1° luglio 2013 per spiegare come avrebbe applicato le nuove misure. E sul punto ha spiegato che avrebbe chiesto agli «organi istituzionali» chiarimenti sull&#8217;applicazione al passato delle nuove disposizioni e che, in attesa di risposta, avrebbe sospeso le espropriazioni immobiliari in corso. Ora, però, la risposta al question time (targata Mef ma fornita da Equitalia) precisa che non c&#8217;è nessuna previsione espressa per cui le nuove norme più favorevoli al contribuente si applichino anche per il passato.</p>
<p>Secondo la risposta al question time , il decreto del fare non ha introdotto un divieto generalizzato di promuovere l&#8217;azione esecutiva sull&#8217;unica casa di proprietà e in cui il debitore risiede anagraficamente. Il divieto riguarda esclusivamente «l&#8217;agente della riscossione lasciando, tra l&#8217;altro, a quest&#8217;ultimo la facoltà di intervenire sempre e comunque nell&#8217;azione esecutiva promossa da un altro creditore». Quindi se, sempre a titolo di esempio, a muoversi fosse una banca per la rata del mutuo non pagata, qualora il diretto interessato avesse anche debiti tributari Equitalia potrebbe &#8220;inserirsi&#8221;.</p>
<p>Resta possibile ancora aderire alla sanatoria delle cartelle o degli avvisi di accertamento esecutivi notificati entro il 31 ottobre 2013. È operativa la <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-01-23/equitaliala-verifica-debito-195343.shtml?uuid=ABuIkpr&amp;amp;nmll=2707#navigation">proroga della rottamazione dei ruoli</a> fino al prossimo 31 maggio inserita nel Dl salva-Roma ter. Cambiano le date (la riscossione resterà sospesa fino al 15 giugno 2014 e la conferma di estinzione del debito arriverà entro il 31 ottobre 2014) ma regole e procedura restano esattamente le stesse.</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
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