<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pratiche &#38; C.a.f. &#187; News Aziende</title>
	<atom:link href="https://www.pratichecaf.it/category/news-aziende/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pratichecaf.it</link>
	<description>Servizi Caf Sesto San Giovanni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Mar 2026 11:35:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.6</generator>
		<item>
		<title>Fisco, 730 e Unico precompilato. Tutto quello che bisogna sapere</title>
		<link>https://www.pratichecaf.it/fisco-730-e-unico-precompilato-tutto-quello-che-bisogna-sapere/</link>
		<comments>https://www.pratichecaf.it/fisco-730-e-unico-precompilato-tutto-quello-che-bisogna-sapere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 May 2014 11:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pratiche &#38; Caf</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News Aziende]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pratichecaf.it/?p=13200</guid>
		<description><![CDATA[L'onda lunga del modello pre-compilato bussa oramai anche alle porte dell'Italia. Una dichiarazione dei redditi a toni e con ruoli inversi. In pratica, il Fisco la compila, la trascrive e dopo aver raccolto i dati e i profili tributari del contribuente la invia, rigorosamente via Internet.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;onda lunga del modello pre-compilato bussa oramai anche alle porte dell&#8217;Italia. Una dichiarazione dei redditi a toni e con ruoli inversi. In pratica, il Fisco la compila, la trascrive e dopo aver raccolto i dati e i profili tributari del contribuente la invia, rigorosamente via Internet. I risparmi che promette questa novità sono stimati a livelli non alti ma stellari. Più complesso invece, quasi oscuro, l&#8217;insieme di criticità e di complessità procedurali da seguire, o da inseguire, per raggiungere un livello accettabile d&#8217;invio e di ricezione finalmente emissario di risparmi significativi. Ma vediamo nel dettaglio.</p>
<p><b>Le possibili modalità<br />
</b>Pre-filled o pre-compilled. O ancora, l&#8217;ultima, pre-populated. La varianza nei nomi sotto i quali si identifica l&#8217;inserimento di procedure per l&#8217;invio, e il trattamento, di dichiarazioni dei redditi pre-compilate è sufficientemente indicativo d&#8217;un fenomeno in crescita, ma non da ora. Si tratta, infatti, di un obiettivo che ha anticipato l&#8217;avvento di Internet. Piuttosto, la chance di coinvolgere successivamente la Rete, il Web e le diverse strumentazioni che queste piattaforme offrono ha semplicemente rilanciato un progetto che un lungo elenco di amministrazioni finanziarie, ultima arrivata l&#8217;agenzia delle Entrate sudafricana, avevano , nel corso degli anni, quasi abbandonato. Infatti, mentre per gli esperti, in generale, introdurre una rivoluzione come quella che sarebbe indotta dall&#8217;invio di dichiarazioni dei redditi individuali già predefinite, dove al contribuente è richiesto in via esclusiva di accettare i testi e i modelli trascritti o, al massimo, di apportare alcune modifiche marginali, ebbene un cambiamento del genere equivarrebbe ad uno scambio di ruoli tra contribuente e Amministrazione finanziaria. In pratica, quest&#8217;ultima compilerebbe e trasmetterebbe la dichiarazione al contribuente, chiamato a interpretare il ruolo di controllore e di verificatore di se stesso.</p>
<p>Una rivoluzione nient&#8217;affatto marginale. E l&#8217;esempio della Danimarca, come sottolineato più volte nell&#8217;ultimo rapporto diffuso in materia dall&#8217;Ocse, è d&#8217;aiuto per comprendere il senso di questa trasformazione sia nella pienezza degli sforzi richiesti alle Amministrazioni sia in riferimento ai termini numerici d&#8217;un possibile guadagno, e in alcuni casi persino d&#8217;una eventuale perdita sul versante dei costi.</p>
<p><b>I fattori necessari</b><br />
Al di là dei risparmi, o delle eventuali maggiori spese, la realizzazione d&#8217;un progetto con al centro la dichiarazione dei redditi pre-compilata richiede la compresenza di diversi fattori. La disponibilità, da parte dell&#8217;amministrazione delle strumentazioni automatizzate e di Rete necessarie per il trattamento degli invii e dei rapporti. A seguire, un sistema fiscale che non ammetta il superamento d&#8217;una determinata soglia minima nell&#8217;elenco, solitamente lungo, di deduzioni, detrazioni, esenzioni, agevolazioni e misure speciali da cui i contribuenti possono attingere. In pratica, lo sfoltimento delle voci che generalmente incidono sul fenomeno dell&#8217;erosione fiscale deve essere innestato prioritariamente. Altrimenti si rischia il caso francese o statunitense. Anche questi Paesi, infatti, hanno puntato sulla strategia pre-compilata. Entrambi però han dovuto desistere di fronte all&#8217;infinità di norme fiscali premianti che rendevano, e rendono tutt&#8217;ora, la pre-compilazione non ardua ma impossibile.</p>
<p>Centrale è anche la disponibilità d&#8217;una ampia rete di intermediari e di banche dati interagenti con le amministrazioni finanziarie. Questa connessione è decisiva nel trasferimento dei dati, rapidamente, consentendo agli operatori di inserirli sulle dichiarazioni da trasmettere. Si tratta di un flusso continuo di numeri e di elenchi che coinvolge banche, assicurazioni e svariati enti pubblici. In pratica, il Fisco diviene una sorta di centrale permanente di recezione dati. Naturalmente, questo comporta anche una normativa che consenta la disponibilità, l&#8217;utilizzo e la trasmissione di questi dati che, spesso, possono esser considerati riservati.</p>
<p><b>I passi avanti sulla telematica<br />
</b>Al dunque, l&#8217;Italia, quindi l&#8217;agenzia delle Entrate, è ritenuta oggi essere tra i candidati più vicini ad aprire il confronto con il precompilato. Di fatto, come da analisi e studi dell&#8217;Ocse, è un ulteriore riconoscimento dei passi avanti realizzati dall&#8217;Amministrazione sul terreno del telematico, dell&#8217;informatica e dei servizi online destinati a decine di milioni di contribuenti, il 100 per cento. Per comprendere quanto questo costituisca un valore largamente riconosciuto oltreconfine, meno in patria, negli Usa, o nel Regno Unito, i contribuenti che ad oggi possono trasmettere la rispettive dichiarazione in via telematica, utilizzando i canali gestiti dal Fisco, non oltrepassano la soglia dell&#8217;80 per cento. E questo nonostante i due Paesi abbiano investito nel corso del decennio passato diversi miliardi di euro sull&#8217;autostrada telematica. E per finire, le Entrate italiane vantano anche una significativa esperienza sia nella gestione sia nell&#8217;integrazione tecnico-normativa in materia di banche dati. Insomma, tradotto «competenza».</p>
<p>[FONTE: Il Sole 24 Ore]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pratichecaf.it/fisco-730-e-unico-precompilato-tutto-quello-che-bisogna-sapere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
